Il contesto di riferimento
L’inclusione femminile in Italia resta una sfida aperta, segnata da barriere strutturali ancora evidenti.
Secondo il Global Gender Gap Report 2025, l’Italia occupa solo l’85° posizione su 148 Paesi, riflettendo un progresso normativo che non si è ancora tradotto in equità sostanziale. Gli ultimi dati ISTAT (gennaio 2025) evidenziano un preoccupante ‘gender gap’ occupazionale di 18,5 punti percentuali, con un’occupazione femminile che non supera il 53,54%. A completare questo quadro di fragilità intervengono la violenza economica, che colpisce quasi una donna su due (49%), e la precarietà del part-time involontario, che incide in modo sproporzionato sulle donne lavoratrici (16,5%).
Il progetto R.I.T.A. 3.0 mira a rafforzare l’occupabilità delle donne in situazione di fragilità, facendo leva su un approccio integrato in grado di coniugare sia lo sviluppo delle competenze e abilità professionali, che la promozione del benessere personale, attraverso il potenziamento dell’autostima, l’incremento della percezione di autoefficacia e la riattivazione delle proprie risorse personali, in una logica di supporto peer-to-peer.
Ponendo l’attenzione all’intersezionalità, il progetto intende adottare un approccio personalizzato, in grado di rispondere in modo mirato ai bisogni specifici di ciascuna beneficiaria.

