Nel 2016 si è registrato un nuovo record in Italia per quanto riguarda i flussi migratori di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Secondo i dati registrati dal Ministero degli affari interni, il numero di persone migranti ha raggiunto il picco più alto in 20 anni pari a 123,000 persone, 47% in più rispetto all’anno precedente (Fonte: Report della Fondazione Ismu).

Nello stesso anno 4 milioni di occupati immigrati in Italia hanno prodotto 130 miliardi di valore aggiunto che equivale all’ 8,9% del Pil, secondo quanto emerge dalla settima edizione del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione a cura della Fondazione Leone Moressa presentata alla Farnesina.

Nonostante questi dati siano molto positivi vi sono ancora significative barriere e problematiche all’ingresso nel mondo del lavoro per persone migranti.

Il loro livello di istruzione è molto basso rispetto alla media delle persone in cerca di occupazione, mentre quasi la metà tra coloro che hanno trovato un lavoro è iperqualificato per l’attività che sta svolgendo.

Tali dati evidenziano come le persone straniere giunte nel nostro paese accettino qualsiasi tipo di occupazione, ma spesso non è quella che rispecchia le loro competenze e interessi.

Molte sono le criticità che devono affrontare le persone migranti nella ricerca di un’occupazione, tra cui: difficoltà nel riconoscimento del titolo di studio ed esperienze lavorative passate, scarsa padronanza della lingua e difficoltà di inserimento nella società.

 Il progetto

In seguito alla collaborazione tra Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, per il progetto LOCUS – Learning knowledge and based action Oriented Contents for a Useful IncluSion per l’orientamento al lavoro, è partita una seconda fase, con l’avvio del progetto DOMUS (Developing cOMon paths for a sUStainability inclusion).

Il progetto è partito ancora una volta da Lamezia Terme e sta coinvolgendo 20 rifugiati che hanno partecipato alla prima fase e sono stati orientati e formati all’interno del progetto Locus.

Domus opera sul territorio nazionale grazie alla stretta partnership con gli SPRAR (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati) e le aziende del territorio su scala nazionale alla ricerca di occupazioni lavorative anche fuori dalla Calabria, regione di partenza del progetto. Per questo motivo la peculiarità di DOMUS risiede proprio nella mobilità lavorativa dei beneficiari che possono ampliare la loro ricerca su tutto il territorio nazionale, grazie al finanziamento per gli spostamenti sostenuto dagli SPRAR e UNHCR.

Obiettivo

Il progetto si pone come obiettivo quello di supportare, educare e formare i titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo attraverso percorsi di orientamento al mondo del lavoro per renderli più consapevoli ed attivarli nella ricerca di un’occupazione. Tale processo contribuirà a facilitare la loro inclusione sociale all’interno della società.

L’obiettivo ultimo è quello di poter far sviluppare ai beneficiari una propria autonomia nel percorso di ricerca puntando all’inserimento stabile di almeno il 50% delle persone coinvolte.

Attività

Il progetto è composto da diverse fasi che si concretizzano in molteplici azioni.

La prima fase si traduce in azioni di “employability” nei confronti dei beneficiari del precedente progetto Locus. Consulenza orientativa individuale e analisi di fattibilità per il percorso formativo, questi sono parte dei servizi offerti nella prima fase di supporto nella ricerca.

La seconda fase consiste in percorsi di training per gli operatori del III settore, rivolto quindi agli operatori SPRAR che si trovano tutti i giorni a contatto con i richiedenti asilo. Questo tipo di formazione sarà fondamentale per rendere più attivo ed efficace il supporto degli educatori ai beneficiari.

La terza fase consiste nell’offerta di percorsi di educazione al lavoro e workshop con una psicoterapeuta rivolti a 10 donne richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale con svantaggio che hanno difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro a causa di diversi tipi di fragilità.

Partner principali

UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati.

Scarica il paper “Percorsi di inclusione lavorativa per titolari di protezione internazionale” e scopri i risultati del progetto.

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