L’obiettivo del progetto

“COMMIT: Favorire l’integrazione dei rifugiati reinsediati in Croazia, Italia, Portogallo e Spagna” è un progetto finanziato dalla Commissione Europea[1] (DG HOME), e gestito dall’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), in Italia. Il progetto ha una dimensione regionale, ed è realizzato in collaborazione con le Missioni OIM in Croazia, Portogallo e Spagna, insieme a Consorzio Communitas, Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e all’Università per Stranieri di Siena (UNISTRASI). Le attività progettuali saranno realizzate in un arco temporale di 2 anni, compresi tra il 1° Gennaio 2019 e il 31 Dicembre 2020.

Il progetto riconosce che l’integrazione dei rifugiati reinsediati dipende sia dalla messa in atto di determinate condizioni strutturali, che dalla promozione dello scambio reciproco tra i rifugiati reinsediati e le comunità ospitanti. Un partenariato multilivello e multilaterale tra autorità centrali e locali, società civile, settore privato, organizzazioni internazionali e cittadini risulta dunque fondamentale per favorire l’integrazione dei rifugiati reinsediati.

Sulla base di questi presupposti, il progetto COMMIT intende sostenere l’integrazione dei rifugiati reinsediati nelle loro nuove comunità in Croazia, Italia, Portogallo e Spagna, con particolare attenzione a donne e giovani rifugiati, quali categorie particolarmente vulnerabili.

[1]Il progetto è co-finanziato dal Ministero dell’Interno Italiano e dai partner di progetto COMMIT

Riconoscendo il reinsediamento come percorso di migrazione sicuro, l’Unione Europea ha lanciato nel 2013 il programma comune di reinsediamento UE. Numerosi Stati Membri hanno dunque istituito o rafforzato i propri programmi nazionali di reinsediamento e di ammissione su base umanitaria; tra di essi, Croazia, Italia, Portogallo e Spagna, quali Paesi di reinsediamento relativamente nuovi.

Il maggior numero di rifugiati reinsediati in Croazia, Italia, Portogallo e Spagna, sono di origine siriana, trasferiti da Egitto, Giordania, Libano e Turchia. In misura minore, rifugiati eritrei, etiopi e sudanesi sono invece stati reinsediati da Egitto, Libia e Sudan.

In preparazione al reinsediamento, i beneficiari partecipano ad una serie di attività pre-partenza, inclusa una valutazione sanitaria completa. I rifugiati reinsediati in Italia, Portogallo e Spagna frequentano, inoltre, un corso di orientamento pre-partenza (PDO), con lo scopo di:

  • Fornire loro informazioni rilevanti e utili ad agevolare l’adattamento al paese di reinsediamento nei primi mesi successivi all’arrivo.
  • Assistere i rifugiati nello sviluppo di quelle abilità necessarie all’adattamento al nuovo contesto.
  • Aiutare i beneficiari nella creazione di aspettative realistiche rispetto al processo di reinsediamento e al loro futuro.
  • Chiarire eventuali dubbi e perplessità dei rifugiati stessi.
  • Rafforzare la partecipazione di donne e giovani rifugiati.

Le misure poste in essere da Croazia, Italia, Portogallo e Spagna, per quel che concerne l’accoglienza e l’integrazione, sono diverse; tuttavia, alcuni elementi comuni possono essere individuati nei sistemi di Italia e Spagna, predisposti innanzitutto per far fronte all’accoglienza di migranti arrivati in maniera spontanea.

I rifugiati reinsediati, pur avendo esperienze migratorie simili tra loro, presentano bisogni estremamente diversi a seconda della loro condizione individuale (ad esempio sesso, età, condizioni di disabilità e di salute, traumi subiti, etc.). È fondamentale, dunque, che tali bisogni individuali siano prontamente identificati, anche nella fase precedente alla partenza, per garantirne il seguito ed evitare l’aggravarsi di determinate situazioni di vulnerabilità.

Oltre alla predisposizione di un sistema ben strutturato, che sappia far fronte in maniera adeguata ai bisogni dei beneficiari, l’integrazione dipende, inoltre, dalla narrazione su migranti/rifugiati nel dibattito pubblico, nonché dalla percezione dei medesimi rispetto alla propria accettazione nella società di accoglienza. Tali rappresentazioni e percezioni sono spesso altamente polarizzate, e risultano più vicine alla realtà se elaborate tenendo in considerazione valori quali l’accettazione reciproca, il rispetto, la solidarietà. In tal senso, non solo le autorità locali ed i prestatori di servizi, ma anche i leader religiosi, i media e i singoli cittadini hanno un ruolo nel supporto dell’integrazione dei rifugiati.

Sebbene diverse siano le esperienze di volontariato dei Paesi coinvolti, i cittadini impegnati come volontari spesso fungono da “ponte” tra i nuovi arrivati e la popolazione locale, fornendo opportunità di dialogo e di scambio che aiutano a sfatare i pregiudizi e meglio gestire le preoccupazioni e le aspettative reciproche. Le attività dei volontari si sono dimostrate più efficaci se strutturate e integrate in un quadro istituzionale, per evitare la duplicazione degli sforzi e definire le responsabilità di ciascuno.

Il progetto COMMIT, dunque, intende rafforzare il raccordo tra la fase pre-partenza e quella post-arrivo del processo di reinsediamento, potenziando l’orientamento pre-partenza (PDO) e concentrandosi sulle vulnerabilità individuali, allo scopo di rafforzare la capacità di accoglienza delle comunità locali in Croazia, Italia, Portogallo e Spagna.

L’obiettivo generale del progetto sarà raggiunto attraverso la realizzazione di attività volte a:

  1. Potenziare l’orientamento pre-partenza (PDO), prestando particolare attenzione all’individuazione delle vulnerabilità dei beneficiari durante le attività di PDO.

Durante il PDO, i rifugiati non solo ricevono informazioni pratiche riguardanti il proprio paese di reinsediamento, ma possono anche esprimere le proprie perplessità e preoccupazioni rispetto al loro imminente trasferimento, e alle possibilità di integrazione nel paese in cui saranno reinsediati. Per i beneficiari, il PDO è un’opportunità di riflessione sul proprio futuro e sulla scelta di partecipare al programma di reinsediamento.

Il progetto COMMIT si propone di rafforzare la risposta alle esigenze specifiche di donne e giovani rifugiati durante la fase di PDO, mediante la realizzazione dei seguenti strumenti:

  • Linee guida per l’integrazione della dimensione di genere nelle attività di orientamento pre-partenza (PDO): Questo strumento  intende fornire ai formatori OIM le conoscenze necessarie ad individuare e prendere in carico situazioni di vulnerabilità legate alla dimensione di genere, che possono essere rilevate durante la fase di orientamento pre-partenza. Il documento è disponibile al seguente link.
  • PDO Curriculum specifico per i giovani rifugiati: i giovani rifugiati affrontano particolari problematiche, legate alla loro età e ai cambiamenti che stanno attraversando. Con l’obiettivo di prendere in considerazione tali specifiche vulnerabilità, il progetto COMMIT prevede la realizzazione di un curriculum di orientamento pre-partenza che risponda alle specifiche esigenze dei giovani rifugiati, all’interno del quale verranno trattati temi inerenti alle difficoltà legate all’adolescenza e al passaggio all’età adulta, oltre che a dinamiche sociali quali il bullismo, i primi appuntamenti, le amicizie, etc. Il documento è disponibile al seguente link.

I curricula di orientamento pre-partenza sono strumenti dinamici che vengono regolarmente revisionati, di modo da poter garantire una risposta sempre aggiornata ed efficace alle diverse esigenze dei beneficiari del reinsediamento, di pari passo con i cambiamenti nei contesti socioculturali dei Paesi di reinsediamento, oltre che nei sistemi di accoglienza e integrazione di questi ultimi. Con la prospettiva di valutare l’efficacia e l’impatto del PDO, mediante il progetto COMMIT saranno sviluppati i seguenti strumenti:

  • Strumenti di valutazione dell’efficacia del PDO: sulla base dei meccanismi di monitoraggio e valutazione del PDO già in funzione in Italia e Portogallo, OIM e UNISTRASI hanno sviluppato una serie di strumenti che, attraverso una metodologia scientifica, consentiranno la valutazione dei materiali utilizzati durante il PDO, delle attività realizzate e dell’impatto di queste ultime sulle possibilità di integrazione dei beneficiari durante i primi mesi di permanenza nel proprio paese di reinsediamento. Tale azione utilizzerà un approccio fortemente partecipativo, raccogliendo il contributo di molteplici attori coinvolti nel processo di reinsediamento e in particolare l’esito dell’esperienza dei beneficiari.
  1. Sistematizzare il supporto delle comunità di accoglienza, anche attraverso il potenziamento delle capacità dei principali attori coinvolti nel processo di integrazione dei rifugiati reinsediati, mediante la sperimentazione di programmi di mentorship, con particolare attenzione al sostegno delle categorie vulnerabili.

L’integrazione è un processo bidirezionale: da un lato, è necessario che i rifugiati dimostrino un impegno proattivo nell’adattamento alla nuova società ospitante; dall’altro, risulta fondamentale il contributo dei membri della comunità ospitante nel processo di accettazione dei rifugiati, e nel supporto dei medesimi nel corso dell’intero processo.

Nell’intento di promuovere la solidarietà delle comunità di accoglienza, sono state predisposte le seguenti attività progettuali:

  • Campagne di informazione e sensibilizzazione: in Croazia, Portogallo e Spagna sono in corso una serie di eventi, volti a sensibilizzare e informare le comunità di accoglienza, relativamente al programma di reinsediamento. I temi trattati si riferiscono, perlopiù, alle problematiche e ai bisogni della popolazione reinsediata, alle diverse tradizioni culturali, alla salute e il benessere psicosociale. Il format degli eventi informativi e di sensibilizzazione è stato vario: sono stati realizzati numerosi workshops, rivolti principalmente ai professionisti nel settore dell’accoglienza, ma anche diverse visite culturali ed eventi pubblici che hanno riunito rifugiati e membri delle comunità ospitanti, con la finalità di incoraggiare la conoscenza reciproca, lo scambio, la condivisione di esperienze e il rispetto reciproco.
  • Sperimentazione di programmi di mentorship: a partire dall’arrivo dei beneficiari nel paese di reinsediamento, gli operatori dell’accoglienza predispongono il proprio lavoro allo scopo di rispondere ai bisogni individuali degli stessi, tenendo conto delle esperienze vissute e delle vulnerabilità rilevate. La figura del mentore è concepita come complementare a quella dell’operatore dell’accoglienza: ai mentori, infatti, viene affidato il ruolo di supportare i rifugiati durante il processo di integrazione, accompagnandoli fino al raggiungimento dell’autonomia e contribuendo a ridurre progressivamente la loro dipendenza dai servizi dell’accoglienza. Nell’ambito del progetto, verranno dunque selezionati gruppi di volontari tra i membri delle comunità ospitanti, che verranno successivamente formati e dotati di una serie di informazioni e strumenti utili a supportare i rifugiati reinsediati.

Mediante la predisposizione di una relazione allo stesso tempo formale ed informale, i mentori, insieme ai beneficiari che supporteranno, predisporranno un piano di integrazione individualizzato della durata di 12 mesi, in considerazione delle esigenze specifiche di ciascun rifugiato. I profili dei mentori saranno dunque vari: i mentori potrebbero essere rifugiati che si sono stabiliti nel paese di reinsediamento da lungo tempo, e che hanno vissuto situazioni simili a quelle dei beneficiari, o membri della comunità locale, desiderosi di sostenere i rifugiati reinsediati introducendoli al nuovo contesto. Il programma di mentorship è in fase di sperimentazione in Croazia, Italia e Spagna. Consorzio Communitas sta attualmente realizzando sessioni di formazione nei Paesi coinvolti in questo esercizio.

Allo scopo di preparare i mentori con strumenti utili al supporto dei rifugiati reinsediati, sono stati sviluppati i seguenti strumenti:

  • Moduli di formazione per i mentori: i moduli di formazione, sviluppati da UNISTRASI, trattano diversi aspetti inerenti al processo di reinsediamento e di integrazione dei rifugiati (quali, ad esempio, il tema della migrazione, vulnerabilità, dimensioni di genere, problemi dell’età adolescenziale, comunicazione interlinguistica e interculturale, accesso al mercato del lavoro, riconoscimento delle qualifiche conseguite in Paesi terzi). Particolare attenzione è rivolta allo sviluppo di competenze relative alla comunicazione interculturale, nonché alla capacità di risposta a vulnerabilità legate alla dimensione di genere e all’età adolescenziale.
  • Linee guida sull’integrazione nel mercato del lavoro: la finalità di queste linee guida, sviluppate congiuntamente da OIM e Fondazione Adecco, è quella di fornire ai mentori le conoscenze necessarie per sostenere i rifugiati nella ricerca di un lavoro. Le linee guida supportano l’individuazione di obiettivi di lavoro realistici e le strategie più efficaci per metterli in pratica. Sono inoltre analizzate le difficoltà che i rifugiati potrebbero riscontare nel processo di ricerca lavorativa, al fine di aiutare mentori e rifugiati stessi a identificare ostacoli e possibili soluzioni. E’ possibile scaricare le linee guida al seguente link.
  1. Rafforzare le conoscenze dei formatori OIM rispetto ai diversi contesti di accoglienza e stabilire un contatto tra i beneficiari del reinsediamento e la comunità di accoglienza sin dalla fase pre-partenza.

Il potenziamento del legame tra i programmi di orientamento pre-partenza (PDO) e i programmi di integrazione post-arrivo aumenta le possibilità dei rifugiati di integrarsi con successo nelle comunità ospitanti. Con l’obiettivo di rafforzare tale raccordo, nell’ambito del progetto COMMIT, sono previste le seguenti azioni progettuali:

  • I formatori OIM impiegati nei Paesi di primo asilo dei rifugiati visiteranno i centri di accoglienza predisposti per i beneficiari del reinsediamento in Portogallo e Spagna, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza delle realtà locali nelle quali i rifugiati andranno ad integrarsi.
  • Gli operatori dell’accoglienza dei Paesi di reinsediamento visiteranno i Paesi di primo asilo dei rifugiati reinsediati, al fine di comprendere meglio il contesto da cui questi ultimi provengono. In questo modo, gli operatori dell’accoglienza acquisiranno maggiore consapevolezza delle differenze tra le realtà dei Paesi di primo asilo e quelle dei Paesi di reinsediamento. Questa esperienza rafforzerà le competenze degli operatori nell’identificare aspetti che potrebbero provocare shock culturali nei rifugiati, permettendo loro di affrontare tempestivamente tali problematiche.
  • Prima della partenza dei beneficiari per il loro Paese di reinsediamento, saranno predisposte delle teleconferenze tra rifugiati e mentori, con l’obiettivo di iniziare a costruire un rapporto di fiducia sin dalle fasi iniziali del reinsediamento.
  1. Promuovere lo scambio tra nuovi e più esperti Paesi di reinsediamento, allo scopo di identificare e diffondere insegnamenti e buone pratiche, al di là dell’ambito geografico di azione del progetto.

La sostenibilità è un obiettivo centrale e trasversale del progetto COMMIT. Le conoscenze, le buone pratiche, i materiali e gli strumenti sviluppati durante la realizzazione delle attività progettuali saranno raccolti e messi a disposizione di tutti gli attori che lavorano nel reinsediamento e nell’accoglienza dei rifugiati.

Con l’obiettivo di condividere le buone pratiche relative al reinsediamento, identificate durante l’attuazione del progetto, saranno realizzati:

  • Un evento regionale intermedio: questo evento della durata di due giorni, tenutosi a Lisbona il 18 e 19 giugno 2019, ha riunito le autorità coinvolte nella selezione e nell’accoglienza dei rifugiati reinsediati nei quattro Paesi target, i partner di progetto, il personale OIM impiegato nei Paesi di reinsediamento e i formatori nei Paesi di primo asilo. L’evento ha avuto la finalità di rafforzare il legame e il coordinamento tra la fase di orientamento pre-partenza e quella post-arrivo. I partecipanti sono stati esortati a riflettere sulle analogie tra i sistemi di accoglienza posti in essere nei quattro Paesi coinvolti nel progetto COMMIT, scambiando esperienze e buone pratiche relative all’integrazione dei rifugiati reinsediati. Per ulteriori informazioni, fare clic qui per scaricare il report sull’evento regionale intermedio di COMMIT.
  • 4 Webinar su temi trasversali nell’ambito del reinsediamento: 4 webinar saranno realizzati e condivisi con gli attori coinvolti nel reinsediamento dei rifugiati. I webinar si focalizzeranno su temi trasversali quali le problematiche legate alla giovane età, la dimensione di genere, l’integrazione nel mercato del lavoro e la salute mentale dei rifugiati. L’esperienza dell’OIM relativamente ai temi scelti e i consolidati rapporti di partenariato in questi ambiti, renderanno i webinar un’opportunità unica per i professionisti interessati, con la prospettiva di ricevere una formazione specifica su vari aspetti dell’accoglienza con cui hanno a che fare regolarmente.

Un evento finale che si terrà a Bruxelles: durante questo evento, verrà presentata la pubblicazione finale del progetto COMMIT. Quest’ultima sarà messa a disposizione di tutti gli attori coinvolti nel reinsediamento e contribuirà a creare le condizioni necessarie a favorire l’integrazione della popolazione reinsediata.

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Figura 1 e Figura 2: attività di sensibilizzazione COMMIT realizzate in Croazia

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Figura 3 e Figura 4: attività di sensibilizzazione COMMIT realizzate in Portogallo

  • Clicca qui per guardare un breve video di un’attività di sensibilizzazione COMMIT tenutasi a  Seixal, Portogallo.
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Figura 5 e Figura 6: attività di sensibilizzazione COMMIT realizzate in Spagna