Le parole e le storie che le hanno ispirate

Le parole

e le storie che le hanno ispirate

 

indipendenza

INDIPENDENZA

Scalare le luci della città, per trovare il proprio raggio di luna.

Sono arrivato in Italia minorenne e solo, su un barcone. Sono passato da una comunità all’altra e per mantenermi ho dovuto fare lavori non in regola. Un giorno, in un centro commerciale, ho trovato il volantino di un progetto di Fondazione Adecco e ho deciso di partecipare all’incontro di presentazione. Da quel momento la mia vita è cambiata. Il mio entusiasmo ha coinvolto altri ragazzi della comunità e insieme abbiamo affrontato il percorso di formazione. Dopo un tirocinio per la pulizia dei frigoriferi in un hotel di lusso, dove ho lavorato con impegno per 6 mesi, sono stato assunto a tempo indeterminato come aiuto cuoco. Oggi ho lasciato la comunità e ho raggiunto la mia indipendenza.

determinazione

DETERMINAZIONE

Colmare il divario tra quello che si ha e quello che si sogna.

Sono nato in Sri Lanka, ma sono arrivato in Italia da piccolo. Ho incontrato Fondazione Adecco durante un anno sabbatico dopo il diploma. Non sapevo se proseguire gli studi o entrare nel mondo del lavoro. Nel frattempo, passavo giornate intere con i miei amici senza fare nulla. In famiglia non stavamo passando un bel periodo, perché a mio padre – l’unico a lavorare in casa – avevano dimezzato le ore di lavoro e io sentivo l’urgenza di dare il mio contributo. Insieme a Fondazione Adecco ho ritrovato la determinazione. Dopo la formazione, mi hanno offerto un’occupazione stabile e ho deciso di iscrivermi all’università.

serenità

SERENITà

Affrontare la tempesta a testa alta,
guadagnando ogni giorno un pezzo di cielo in più.

Avevo una vita serena: una bella famiglia e un ristorante avviato. In cucina ho avuto un incidente, che mi ha fatto perdere una gamba e il lavoro. Una volta uscito dall’ospedale, ho dovuto reinventarmi una vita, a partire dall’occupazione, che doveva necessariamente essere in ufficio, vista la mia condizione. Non avevo mai utilizzato un computer prima, ero spaventato e preoccupato per me e la mia famiglia. Non mi sono scoraggiato, ho trovato un corso di orientamento che proseguiva con una formazione come operatore d’ufficio organizzato da Fondazione Adecco. Al termine mi è stata proposta un’opportunità in una multinazionale. Grazie a questa, i miei figli sono riusciti ad andare all’università e io ho ritrovato la mia serenità.

orgoglio

orgoglio

Regalare al mondo la parte migliore di sé.

A seguito di un infortunio sul lavoro, ho perso la mano destra. Dopo l’amputazione parziale dell’avambraccio, ho affrontato il periodo più difficile della mia vita, nessuno riusciva a tirarmi su il morale, poi all’improvviso tutto è cambiato: è arrivata la seconda possibilità. Grazie a Fondazione Adecco ho trovato la forza e la capacità di rimettermi in gioco, nello sport e nella vita professionale. Il mio nuovo lavoro mi riempie di orgoglio: sensibilizzare i lavoratori al corretto utilizzo del materiale atto a prevenire infortuni, quindi far capire ai dipendenti quanto è importante la sicurezza sul lavoro.

rinascita

rinascita

Vivere senza paura dello sbocciare di nuove cicatrici.

Oggi ho 34 anni e una bambina meravigliosa. Fino a 6 anni fa, la mia vita era un’avventura. Ho sempre fatto tutto da sola: ho studiato e poi mi sono trasferita all’estero per lavorare. Poi è arrivato l’imprevisto, che mi ha riportato in Italia per motivi di salute, dove le cose sono cominciate ad andare male. Ho incontrato un uomo, con il quale pensavo di creare una famiglia che rendesse più sopportabile la costante insoddisfazione professionale. Al contrario, la mia casa si è trasformata in un inferno, giorni di sofferenze indescrivibili. Dopo qualche anno, resto incinta e trovo la forza di scappare. Sentivo su di me lo stigma sociale, ma sono andata avanti, per me e per la mia bambina. Ho cominciato un percorso con Fondazione Adecco e oggi, dopo tanti sacrifici, sto tornando a vivere.

resilienza

resilienza

Avere un cuore che continua a battere le avversità.

Sono arrivata in Italia dalla Russia con mio marito e mia figlia di 3 anni. Insieme abbiamo aperto un’azienda, io mi occupavo delle attività amministrative, mio marito curava la produzione. Poi è arrivata la crisi. Ho dovuto trovare lavoro in un’altra società, che dopo 3 rinnovi del contratto a termine mi ha lasciata a casa. Poi ho scoperto di essere gravemente malata. Ero senza lavoro e impossibilitata a cercarlo per un lungo periodo a causa delle mie condizioni di salute. Mio marito ha dovuto starmi vicino, perché non abbiamo parenti in Italia. La situazione era veramente difficile. Grazie al sostegno di Fondazione Adecco, dopo 3 anni di fermo sono stata in grado di sostenere un colloquio e di trovare un nuovo impiego, che mi rende felice e mi permette di ripagare mio marito per tutti gli sforzi fatti negli anni.

coraggio

coraggio

Avere nel cuore una speranza e nel corpo la forza
per farla nascere.

Sono arrivata in Italia dal Camerun, lasciando mio marito e mia figlia. Ho cominciato a lavorare prima come babysitter e poi come badante. Al rientro da una visita alla mia famiglia, ho scoperto di essere incinta di due gemelli. Quando sono entrata nella maternità obbligatoria, non sapevo più cosa fare. Ero sola, senza lavoro e senza speranze. Dopo la nascita dei bambini, il lavoro era sempre più saltuario e ogni notte andavo a letto pensando a come comprare il latte ai miei figli l’indomani. L’incontro con Fondazione Adecco mi ha ridato il coraggio di andare avanti. Ho fatto un corso e poi ho cominciato uno stage in un hotel di lusso. All’inizio, avevo solo un rimborso spese, ma l’idea di passare da lavori saltuari ad un posto fisso in un albergo a 5 stelle era un sogno. Mi hanno detto “te la devi giocare da sola, se dimostri di essere capace, dopo massimo 3 mesi ti assumiamo”. Ho avuto coraggio e ho accettato la sfida. Sono stata assunta dopo 2 mesi e sono contentissima. Ora non ho intenzione di fermarmi: vorrei migliorare ed andare sempre più avanti, per me e la mia famiglia.

dedizione

dedizione

Non affogare le proprie aspirazioni,
ma inseguirle controcorrente per emergere insieme.

Ho lasciato in Camerun tutto: i miei cari e l’attività di famiglia, una pescheria che avevo ereditato da mio padre. A Roma, ho frequentato più scuole contemporaneamente, per imparare velocemente la lingua. Ho svolto vari lavori per potermi mantenere, ma ho sempre coltivato il sogno di tornare a lavorare nel settore del commercio ittico. Nel tempo libero, perciò, ho iniziato a frequentare il mercato del pesce di Piazza Vittorio, per imparare i nomi dei pesci in italiano. Con Fondazione Adecco, ho avuto la possibilità di mettere in pratica la mia passione, attraverso un tirocinio formativo di 6 mesi presso il prestigioso reparto pescheria di un’azienda specializzata nel food&beverage. Al termine, grazie alla mia dedizione, ho ottenuto un contratto e ogni giorno vado a lavorare con il sorriso, grato per questa nuova opportunità.

autonomia

autonomia

Coltivare il sogno di diventare grandi.

Ho 32 anni e fino a qualche anno fa ho vissuto con i miei genitori. Prima di incontrare Fondazione Adecco, non pensavo di poter essere autonoma. Con il loro aiuto, sono stata in grado di affrontare il primo colloquio. Ero sola e talmente agitata che l’unica domanda che ricordo è: “cosa rappresenta per te il lavoro?”. Ho risposto senza esitazioni: per me il lavoro è il mio futuro, la possibilità di diventare grande e costruirmi una vita mia. Ed è quello che pensavo veramente. Mi è stato proposto di lavorare come receptionist. Io non sapevo bene cosa si dovesse fare, ma mi è sembrato subito molto bello il fatto di stare a contatto con le persone. Dal 2014 vivo insieme a mio marito in una casa a bassa assistenza.

realizzazione

Realizzazione

Trasformare un obiettivo in una fonte di ispirazione.

Sono nigeriana, in Italia da 22 anni con mio marito e 3 figli. Prima di incontrare Fondazione Adecco lavoravo saltuariamente, facendo pulizie presso anziani e condomini, ma con grande fatica. Dopo il percorso di formazione, sono stata selezionata da una grande azienda e assunta a tempo indeterminato. Mi occupo di pulizie alberghiere e di appartamenti. Faccio i turni e mio marito, che è disoccupato, sta a casa con i bambini. La mia vita è cambiata, ora riesco a guadagnare, soprattutto per i pannolini e per dare da mangiare ai miei figli. Mi sento realizzata, con i colleghi mi trovo bene. Siamo in molti, tutti diversi ma con grande rispetto reciproco e collaborazione. Non posso descrivere la gioia che provo per avere trovato un lavoro, per essere stata aiutata da qualcuno. Per questo, ho voluto aiutare altre donne come me e ho presentato al mio capo delle mie amiche del quartiere: arabe, nigeriane, italiane, che ora lavorano nella mia squadra. In azienda, sono contenti di me e siccome sono brava mi hanno fatta capo squadra. Non avrei mai pensato che sarebbe andata così bene.

autostima

autostima

Specchiarsi nella luna e vedersi bella e luminosa quanto lei.

Sono arrivata in Italia da Capoverde a 4 anni. Ho attraversato periodi di grandi difficoltà e dopo la nascita di mia figlia sono stata accolta in comunità, dove mi hanno incoraggiata a riprendere in mano la mia vita. Grazie a Fondazione Adecco, ho ritrovato l’autostima e la fiducia in me stessa e negli altri. Dopo una prima esperienza di borsa-lavoro nell’ambito della ristorazione, sono stata assunta con un contratto a tempo determinato. Ho attraversato un periodo difficile, ma adesso sono pronta a “lanciarmi verso il futuro” insieme alla mia bambina e al mio compagno.

paertecipazione

partecipazione

Andare oltre insieme per arrivare più lontano.

Ci sono tante altre storie che aspettano di essere raccontate. Per questo è importante partecipare e dare il proprio contributo per andare oltre le parole insieme a Fondazione Adecco.

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